A
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Ammennicolo/i

Dal latino adminĭculu(m)
"sostegno, palo", di etimologia incerta.
Al plurale: testicoli, proprio per "aggiunte accessorie".
Ho conversato con un degente più giovane di me: cancro al
testicolo destro e conseguente asportazione [...] gli ho detto che
al tempo di Bisanzio le mamme accorte e lungimiranti questi
ammennicoli ai figli maschi toglievano ancora ancora alla nascita
così facevano carriera di sicuro a corte.
(Aldo Busi, Sodomie, 30)
Amplesso
Dal latino amplĕxux
derivazione di amplĕcti “intrecciare, abbracciare”, composto
da ămp “intorno” e plĕctere “intrecciare”
Avere un rapporto sessuale
Durante
l'amplesso, mentre lei mi sta sopra e mi travaglia senza pietà con i
moti possenti e impercettibili dei fianchi, [l'amore] me la fa guardare
dal basso con devozione, come si guarda un'immagine sacra
(Alberto Moravia, L'uomo che guarda)
Asta
Dal latino hăsta(m)
“lancia”, di origine indioeuropea
Organo sessuale maschile, per la
forma.
Er cazzo se po' dì... asta
(G. Belli, DLX, 17)
Attivo
Voce dotta del latino actīvu(m)
da ăgere “fare”
La
persona che nel rapporto (omo)sessuale esegue o preferisce la
penetrazione (anale). Per estensione spesso è associato anche a chi
riceve un rapporto orale
Spesso si pensa
erroneamente che chi ha un ruolo attivo sia bisessuale mentre chi ha un
ruolo passivo sia gay. La pratica sessuale preferita non ha nulla a che
fare con il proprio orientamento sessuale: si può essere bisessuali e
preferire il ruolo attivo, come omosessuale e preferire il ruolo attivo-
Negli annunci e in chat si è soliti abbreviare con att o semplicemente
a
Sono un ragazzo bsx attivo, romano, di 30 anni, pulito, serio
Sei a o p? |
B
|
|
Balla/e

Francese balle, dal francone ballā
"palla", di origine indioeuropea
Al plurale testicoli (per la
forma). è diffuso sopratutto nella locuzione Rompere le balle
e nella forma composta di rompiballe, che alludono
alla particolare delicatezza e sensibilità della parte anatomica
genitale.
Lovoro molto, così mi piace, senza rompiballe.
(Cesare Pavese, Lettere, I, 177)
Banana
Dal portoghese banana, dal una lingua della Guinea
Organo sessuale maschile, per
la forma. É voce assai diffusa nei gerghi giovanili.
Chiquita dieci e lode, si diceva negli anni Settanta di
un ragazzo sessualmente dotato, con allusione alla marca di
banane
Ce n'è anche per quello maschile: pisello, pisellino,
pistolino, pipino, poi quando ci cresce il randello,
la banana.
(Roberto Benigni, Alluce, 30)
Barzo
Voce di area toscana con forma dissimilata nell'italiano
antico: bazzo, bazzotto; dal latino badĭu(m)
“di colore tra rosso e bruno” quindi “intermedio, incerto, mezzo
mezzo”.
Organo sessuale maschile in
condizione di parziale erezione.
Si usa anche dire barzotto.
Per esempio, che so, nella zona maschile tutti i medici
lo chiamano pene, scientificamente no? Ma ce n’è di diversi, c’è
il pene, il fallo…, la nerchia, la banana, la cappella, l’asta,
la verga, la mazza, la fava cappona, il batacchio, Rocco e i
suoi fratelli, il barzo… il barzo è bello!
(Roberto Benigni, Alluce, 30)
§
Batacchio / battacchio
Dal latino parlato battuăculu(m), da băttuere
“battere”
Organo sessuale maschile, per
la forma simile al batacchio della campana.
Il vicario se ne andò in camera a pigliarsi piacere con
la fanciulla: e presto messo il batacchio nella campanella, sonò
due toppi al vespro, e finito di sonare, uscitosi di camera la
lasciò.
(Pietro Fortini, Giornate dei novizi, III, 20, 71)
Bernarda / barnarda
Di etimologia incerta, voce diffusa in quasi tutti i
dialetti centro-settentrionali e nella lingua popolare
Organo sessuale femminile
Adesso le tocco un po’ le zinne, magari le sfrego anche
un po’ la bernarda. Così lo capisce che anche se per il momento
non si rizza a me piace lo stesso farlo
(Porci con le ali, 157)
Bisessualità
Voce dotta composta da bi "doppio" e del latino tardo sexuāle(m) "pertinente al sesso"
Orientamento
sessuale di chi prova attrazione sessuale per persone di entrambi i
generi (maschi e femmine). Questa demarcazione è più una questione
culturale. Per Freud nasciamo tutti bisessuali, poi col tempo si
indirizza l' attrazione sessuale verso un genere (nella maggior parte
dei casi opposto al proprio), mente con il proprio sesso esistono forme
sublimate di attrazione sessuale (per esempio cameratismo, gang, gruppi
di amici, ecc.)
Negli annunci o in chat si è soliti abbreviare on bisex, bsx o semplicemente
b
Ciao, sei gay o bsx?
Bordello
Dal provenzale bordel "casetta" di derivazione dal galloromanzo borda "capanna di assi" dal francese bord "tavola". Assunse questo significato gi à dal Duecento
Casa
di prostituzione aperta al pubblico, postribolo. Da questo termine
seguono gli altri due significati: Ambiente corrotto e malfamato; luogo
pieno di confusione, disordinato
Brutti ghiottoni, andate al bordello!
(Pietro Aretino, Cortigiana 25, I, 11) |
C
|
|
Capezzolo
Dal latino capĭtum “espremità” derivato da
caput – ĭtis “capo”
Parte centrale, pigmentata, a
forma di piccola sfera, della mammella
Adrende le fu sopra, il viso al petto, le mani, la bocca
avida al cavo delle ascelle, ai capezzoli, all’ombellico, al
pube, alla sorgente del Clitumno.
(Stefano Marcelli, Dio femmina, 184)
Cappella
Da cappello, dal latino parlato cappĕllu(m),
da căppa “copricapo”, passato poi a significare vari
oggetti, o perte di oggetti che coprono, che stanno sopra ad
altri
Glande, per l'analogia con la
cappella dei funghi; forma tuttora in uso nella lingua bassa
La cappella turgida come un elmetto dell'esercito
tedesco, il tronchetto del cazzo gonfio di vene sgraziate, la
faccia sbranata dalle sollecitazioni smorfiogene che i miei
terminal percettivi ricevono all'attrito del cavo orofaringeo di
Maria Grazia
(Tiziano Scarpa, Amore, 95)
Cazzo
Di etimologia controversa:
- Prati parte da un passo del Rustico di Filippo in cui lo fa derivare da cazza "mestolo" con il cambio di genere conseguente al fatto che si riferisce all' organo maschile;
- Il DEI lo fa derivare dal greco acation "albero della nave";
- Crevatin recentemente lo fa derivare da oco "maschio dell' oca" (poiché in alcuni dialetti oco e oca indicano il membro) con l' aggiunta del suffisso -azzo e l' aferesi della voce iniziale
Organo sessuale maschile. Da questo termine derivano anche le parole: cazzata "fare sciocchezze, stupidaggini"; cazzeggio "atto, effetto del cazzeggiare"; cazziata "duro rimprovero"
Fottiamoci anima mia, fottiamoci presto,
poi che tutti per fotter nati siamo;
e se tu il cazzo adori, io la potta amo:
e saila il mondo un cazzo senza questo.
(Pietro Aretino, Sonetti Lussuriosi, I, 3)
Utilizzato anche come espressione di stupore e per eufemismo dell'esclamazione
cavolo
Ma che cazzo stai facendo?
Ciondolo/i

Da ciondolare voce onomatopeica
Al singolare: organo sessuale
maschile
Al plurale: testicoli
Gli pendeva dagli inguini un tale affare, che tutto il
resto della sua persona sembrava un'appendice di quel ciondolo.
(Chiara Petronio, 134)
Clitoride
Dal greco kleitoris derivazione di kleitor
"collina", probabilmente dal francese clitoris.
Il termine è stato introdotto nella lingua italiana da Falloppio
Piccolo organo erettile ed
esterno dell’apparato genitale femminile posto nell’angolo
anteriore della vulva.
Si indica sia al maschile (il clitoride) che al femminile (la
clitoride)
La maggior parte delle donne hanno più diletto nello
stuzzicare la clitoride che in altra parte
(Redi, VI, 356)
Coglione/i
Dal latino colĕo, colĕus “testicolo” e –onis
da nanus “naso”
Testicolo, più usato al plurale.
I' ho il cazzo mio, ch'è tento vano,
che dorme in su' coglioni e non si desta,
ed è cinqu' anni in pi che non fu sano
(Dolcibene, Rime, CXXIIb, 10)
È utilizzato anche come ingiuria nell'accezione di stupido che risale a Aretino
(Cortigiana II, 13)
Fare il coglione
Dall'esperessione rompere i coglioni "seccare, infastidire" deriva anche il sostantivo ingiurioso Rompicoglioni
che identifica la "persona fastidiosa, seccatrice"
Coito
Dal latino coĭtus "congiunzione, accoppiamento" che deriva da coire "andare insieme"
Rapporto sessuale in linguaggio medico, scientifico e teologico, con riferimento anche all' accoppiamento degli animali
Selvaggia
aveva letto si una rivista che fare sesso è una delle migliori
ginnastiche che esistono al mondo. Alcuni muscoli del corpo vengono
usati solo durante il coito. Anche la respirazione cambia
(Niccolò Ammainiti, Fango, 263)
Conno
Voce dotta, dal latino cŭnnu(m) "organo
femminile".
Sono derivate dal latino molte espressioni dialettali (in
siciliano, calabrese e sardo cunnu; in romanesco cunna)
e molte lingue romanze (nel francese provenzale con, in spagnolo
coño, in catalano cony)
Organo sessuale femminile
Una putta mostrò il conno d'una capra 'n cambio del suo a
un prete, e prese un grosso, e così lo beffò
(Leonardo, Facezie, 19)
Contrappesi

Composto da contra- e peso.
Al plurale: testicoli
Oh quanti parentell han tiraa in pee
per nominà i cojon! Gh'han ditt [...]
pes, contrappes
(Porta, XCIV, 9)
Cosiddetto/i

Composto da così e detto.
Al plurare ha valore
eufemistico per indicare i testicoli, con gli stessi usi del
termine coglione/i.
Io non l'ho mai nascosto: Dio, in quanto simpaticone e
furbacchione di tre cotte, si limita a starmi sui cosiddetti, ma
i suoi ministri mi stanno proprio sui coglioni.
(Aldo Busi, Sbarbato, 247)
|
D
|
Deretano
Dal latino volgare deret(r)anus, aggettivo da
derĕtro "dietro"
Parte inferiore posteriore del tronco umano, Sedere
Questi
sghignazzava e, scusando abilmente quei calci, cercava di cacciare la
punta del suo crudele bastone nel deretano esposto della povera
Torella, là, proprio nel mezzo, e alla fine ci riusciva
(Luigi Pirandello, Novelle, I, 1223)
Didimo/i

Voce dotta del greco dídymos "doppio gemello",
da dyo "due" col suffisso -mo
Al plurale indica i testicoli
Didimi: gli antichi anatomici diedero questo nome ai
testicoli.
(D'Alberti, Italiano-Francese)
Ditale/ditalino
Diminuzione di ditale, derivato di dito, dal latino
di(g)ĭtus.
Atto
di masturbazione femminile. Deriva dal fatto che l'atto masturbativo
avviene infilando uno o più diti all'interno della vagina.
Sospirando quel bellino
voglio farmi un un ditalino.
(Ifigonia, I, 93) |
E
|
Ermafrodito / Ermafrodita
Voce dotta del latino hermsphrodītu(m), dal greco
hermaphróditos dal nome del figlio del dio Hermes e Afrodite
che ottenne di fondersi nel corpo della ninfa Salmace
Anomalia congenita consistente nella presenza di organi sessuali maschili e femminili. In realtà si dovrebbe parlare di pseudo-ermafroditismo
(ipertrofie o atrofie dei genitali) perché è estremamente raro che una
persona possieda entrambi ben sviluppati ambedue gli organi. Ad esempio
un clitoride eccessivamente sviluppato può essere scambiato per un
pene, oppure un pene poco sviluppato per un clitoride. Di solito
l'errata attribuzione del sesso avviene alla nascita e solo con la
pubertà emerge il sesso predominante. Le cause sono molto complesse,
spesso imprecise, non di rado legate a difetti enzimatici che
intervengono durante lo sviluppo embrionale e fetale, in molti casi
dipendono da squilibri ormonici legati a iperplasia dei surreni
Eterosessualità
Composto da etero- dal greco héteros
“altro, diverso” e sessuale dal latino tardo sexuāle(m)
“pertinente al sesso”, da sĕxus ”sesso”. Iniziato ad
essere utilizzato negli anni venti del XX secolo
Orientamento
sessuale di chi prova attrazione sessuale verso persone di sesso
opposto al proprio. Negli annunci, in Chat e anche nella lingua parlata
si è soliti abbreviarlo in etero
Coppia eterosessuale |
F
|
|
Fallo
Voce dotta dal greco phallόs di origine indoeuropea,
tradotto in latino phăllu(m)
Nella religione greco-romana ed
altre primitive è l’emblema del membro virile, rappresenta le
divinità generative e della fecondità animale e umana. Nelle
cerimonie veniva rappresentato eretto itifallo in sculture e
portato in processione falloforie. Tali cerimonie sono
state all’origine della poesia drammatica e quindi del teatro.
Attualmente viene identificato semplicemente come l’organo
sessuale maschile
Er cazzo se po’ dì fallo
(Belli, DLX, 17)
Feticismo
Dal francese fétichisme, da fétiche, di
derivazione portoghese fetiço di origine latina factīciu(m)
“(idolo) falso”
Originariamente
si intendevano alcune religioni primitive che si basavano sul culto di
oggetti considerati dotati di valore sacro. In ambito sessuale si
intende l'insieme di quelle parafili in cui si prova un forte desiderio
sessuale non per gli organi genitali ma per altre parti del corpo (ad
esempio i piedi, mani, ecc.) oppure oggetti (scarpe, biancheria,
indumenti in pelle, ecc)
Fica
L'
etimologia è incerta, probabilmente deriva dalla somiglianza tra l'
organo esterno femminile e il frutto del fico aperto. L' uso metaforico
deriva gia da Aristofane (Pace, 1350). Il frutto e l' albero
del fico hanno un retroterra simbolico molto complesso. Le foglie hanno
coperto le pudenda di Adamo ed Eva caduti nel peccato (Genesi 3,
7); il legno di fico era usato per costruire forme falliche presso gli
antichi Greci; nelle civiltà antiche il frutto è associato a numerosi
riti di fecondità.
È interessante notare che nella lingua italiana i piccoli frutti sono identificati al femminile, mentre solo il fico
è maschile: questo potrebbe essere dovuto alla precoce specializzazione
e ampia diffusione del termine per indicare l' organo femminile
Organo sessuale femminile. Per estensione è un espressione scurrile per definire una bella donna attraente e desiderabile
Perché non ho di quello un pezzo tale,
che far bastasse ad ogni fica onore,
a me pregio divino ed immortale
(Francesco Maria Molza, Ficheide, 21)
Fregna / Frigna
Voce di origine centro-meridionale ma ora diffusa in tutta
Italia.
L’etimologia è incerta, forse richiama il ticinese frigna
“spaccatura della roccia da cui scaturisce l’acqua”.
Organo sessuale femminile e per
estensione donna di bellezza volgare e appariscente
Noiantri fiaccii de mignatta
dimo...
...fregna
(Gioacchino Belli, DLXI, 8) |
G
|
Gay
Di origine inglese gay "gaio, galante". Per Lotti e Borneman lo spostamento semantico potrebbe derivare dal provenzale gai,
proprio del linguaggio delle corti dove l' omosessualit à era
abbastanza comune. La diffusione nel mondo anglosassone risale agli
inizio del XX secolo mentre in Italia appare negli anni Settanta
Omosessuale
che vive con consapevolezza la propria condizione, senza nasconderla e,
spesso, adoperandosi per affermare la propria dignità sociale. Nel
linguaggio comune si identifica generalmente la persona omosessuale
Sinonimi: amore
greco, checca, culano, effeminato, femminiello, finocchio, frocio,
invertito, omosessuale, queer, ricchione, sodomita, uranista
Geisha
Di origine giapponese che significa letteralmente "danzatrice" composto da sha "persona" e gei "artistico" Termine entrato in italia verso al fine del XIX secolo
Giovane
donna giapponese istruita nella danza, nel canto, nella musica, nell'
arte di servire il t è, nella conversazione. In origine aveva il
compito di intrattenere i clienti nelle case di prostituzione. Per
estensione si intende anche cortigiana, prostituta
L' Oriente! L' antica magia trasfigurava il nostro ricovero di legno in una pagoda di Delhi o in una casa da t è; e ciascuno gi à si sceglieva la sua baiadera e la sua geisha
(Gabriele D'Annunzio, Sudore, 959)
Genitale/i

Voce dotta dal latino genitāle(m),
da gĕnitus,
part. pass di gĭngere
"nascere" di origine indioeuropea
1- Al singolare maschile:
organo sessuale maschile
Giunse a far credere a codeste osannanti di essere
solo lui il solo genitale-eretto disponibile sulla piazza, il
solo cervello pensante capace di ululare sul balcone.
(Carlo Emilio Gadda, Eros e Priapo, 63)
2- Al plurale: organi sessuali in
genere, sia maschili che femminili
Vedendo... Giove che il genere umano totalmente periva,
mandò Apolline che gli tornasse genitali alla parte anteriore del
ventre, mediante li quali uniendosi generavano suo simile.
(Leone Ebreo, Dialoghi d'amore, 291)
1- Al plurale: Testicoli
Sonaji, pennolini, giucarelli,
e pesi, e contrappesi e genitali.
(Gioacchino Belli, CVI, 2)
Glande
Voce dotta dal latino glans glāndis
“ghianda”, di origine indioeuropea
Parte
terminale del pene.
Il cuore di Carlo era in tumulto, per la visione di quel
cazzo, grande, chiaro, quasi luminoso nel suo pigmento…, con la
pellicina tirato sul glande appena appena un po’ arrossato, e
con la leggera screpolatura dovuta a una lanugine indolore,
segno che era tanto che Sandro non se ne veniva.
(Pier Paolo Pasolini, Petrolio, 203)
Gnacchera
Da ‘nacchera, per la forma in quanto suonata
dall’uomo nel rapporto
Organo sessuale femminile.
Ma cosa avete voi donne che attira così l’omo? … Come si
chiama da piccini? La tacchina, la topa, la sorca, la patonza,
la Bernarda, la gnocca, la gnacchera, l’anonima sequestri
(Roberto Benigni, Alluce, 23)
Gnocca
Da gnocco per somiglianza con il tipo di pasta
Organo sessuale femminile.
Per sineddoca nell'accezione di ragazza molto appariscente,
sessualmente appetibile.
Possibile che non ti rendi conto? Ma hai visto che pezzo di
gnocca che sono?
(Aldo Busi, Pâté, 83) |
I
|
|
I
In opposizione all’ano indicato con la lettera O
Organo sessuale femminile
Tu muti l’o in i alla tedesca, e 'el pastorale in man ti dà
appetito
(Niccolò Perotto in Bernardo Bellincioni, Rime, I,
165)
Identità di genere
Concetto
sviluppato dalle correnti della sociologia statunitense negli anni
settanta del novecento. Indica il persistente senso di sé come maschio
o come femmina (o in qualcosa di diverso da queste due polarità come ad
esempio il transgenderismo). Secondo i ricercatori, l'identità di
genere può avere origini biologiche, tra cui lo sviluppo e i fattori
ormonali durante la gestazione, e venire in seguito influenzata
dall'ambiente sociale e culturale in cui nasce il bambino o la bambina,
per poi consolidarsi dopo i due anni di età. Non c'è un'età precisa e
risulta molto variabile anche l'età in cui potrebbero sorgere eventuali
problemi legati all'identità di genere.
Nel 1958, all'UCLA Medical Center, venne avviato il Gender Identity Research Project
(Progetto di ricerca sull'identità di genere) per lo studio sugli
intersessuali e transessuali. Lo psicoanalista Robert Stoller riportò
molti dei risultati della ricerca nel suo libro Sesso e genere
(1968), a lui è attribuita anche l'introduzione del termine identità di
genere, durante il congresso internazionale della psicoanalisi del 1963
Imene
Voce dotta del latino tardo hŷmene(m), dal greco
hymến “membrana, pellicola”
Membrana che nella donna vergine
chiude parzialmente l’imbocco della vagina
Imene: vocabolo usato dagli anatomici e da medici. Questa è
una membrana, ora di circolare, ora di lunata figura, ora di
altra, in qualche modo differente, che restringe il principio
della guaina dell'utero nelle vergini.
(Mauro Vellisneri, III, 413)
Impotenza
Dal latino impotĕntia(m) composto da in-
negazione e potĕntia da pŏsse “potere”
Detta anche impotentia coeundi è
l'incapacità nell'uomo adulto di compiere il coito per mancanza o
insufficiente erezione del pene. Le cause possono essere fisiologiche
(con la vecchiaia avviene un decadimento), conseguenze di assunzione di
alcune malattie (diabete, ipertiroidismo) o assunzione di certi farmaci
(antidepressivi, antipertensivi), conseguenze di alcuni interventi
chirurgici (prostatectomia), oppure come conseguenza di fattori
psichici (ansia, timore, sensi di colpa, timore di essere rifiutati) |
K
|
|
K
Abbreviazione di cazzo, usato anche in senso figurato.
Il senso deriva anche dalla somiglianza con la forma della
lettera manoscritta
Organo sessuale maschile,
abbreviazione di cazzo, molto utilizzato da Pietro Aretino
Sono un gran goffo a credermi che non conosciate il K dal
Q.
(Pietro Aretino, Talenta, IV, 3)
Kamasutra
Dal titolo di un testo religioso indiano, composto da
kāma “amore fisico” e sūtra “aforisma”, “aforismi
sull’amore”
Uno
dei testi religiosi della religione indiana, scritto da Mallanga
Vatsyayana intorno al IV-V secolo d.C. che ha raccolto con una certa
organicità i materiali eterogenei della tradizione. Il testo parla del Kama, una delle tre cose fondamentali della vita umana (Trivarga), ossia il pieno soddisfacimento della vita sessuale.
Il testo era destinato ai negaraka,
i cittadini colti, privi di preoccupazioni materiali, che nella loro
oziona e raffinata opulenza avrebbero saputo accettare e coltivare l' ars amatoria. Il testo è arrivato in Occidente nel 1883 quando fu tradotto in inglese col titolo
The Kama Sutra of Vatsyayana.
Attualmente
con questo termine si intende un manuale per scoprire varie posizioni
sessuali, sorvolando tutta la componente religiosa e mistica alla base
del testo originario |
L
|
Labbra
Voce dotta del latino lăbru(m) di etimologia incerta
Ciascuna delle piaghe cutanee che, nell'apparato femminile, ricoprono la vulva all'esterno (grandi
labbra) e all'interno (piccole labbra)
Alcuna
volta, sedendo io, egli mi pigliava ad ambedue le mani i labbri del
conno e quelli sopra la sua facenda tirava come un borzachino sopra una
gamba
(Pietro Aretino, Piacevol Ragionamento, 76)
Lesbismo/Lesbica
Dal nome dell' isola greca Lesbo dove la tradizione vuole che nell'antichità fosse particolarmente diffusa la tendenza
Omosessualità femminile. Donna che prova attrazione sessuale verso altre donne
Limone/i

Dall'arabo laimūn
e lĭma,
dal persiano lĭmū(n)
Al plurare indica i testicoli,
nell'uso di coglione/i: l'uso equivoco è attestato nella forma
schiaccialimoni "persona seccante, fastidiosa",
costruito sul modello di rompiballe, rompiscatole.
Ah? In casa di quella schiaccialimoni?)
(Dossi, Vita, 258) |
M
|
Mammella
Dal latino mamĭlla(m), diminutivo di mămma
“mammella”
Ciascuno
dei due organo ghiandolari del corpo umano, collocati simmetricamente a
destra e a sinistra nella regione centrale del petto, particolarmente
sviluppati nella donna, nella quale hanno la funzione di secernere l
latte dopo il parto
Quella che ricopre le mammelle,
che tu non vedi che lo treccie sciolte,
e ha di là ogni pilosa pelle,
manto fu.
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XX, 52)
Marroni

Etimologia popolare figurativa, di origine preindeuropea
Al plurale: testicoli, proprio
perché sono grosse castagne.
Il Miro riprende la tiritera e dice che l'Andrea fa il
fotografo ed è arrivato quaggiù per un servizio sulle cascine e
le viuzze d'Emilia, che due marroni, e che a tavola è una cosa
insopportabile.
(Tondelli, Libertini, 150)
Master
/ Mistress
Dall’inglese Master “maestro”, usualmente scritto
con l’iniziale maiuscola per rispetto del ruolo che ricopre
In una relazione di tipo
sadomasochista, è il soggetto di sesso maschile che svolge la
funzione di padrone o dominante, come per l'equivalente femminile
Mistress.
Il Master considera il/la partner sottomessa/o, detto slave
(o sub o bottom), come oggetto di sua proprietà o in ogni caso come
soggetto in condizione di inferiorità e sottoposto alla sua volontà
e disponibilità entro limiti stabiliti a priori nella relazione. Ciò
non travalica il necessario consenso, sempre revocabile, della
persona sottomessa, secondo la regola del SSC alla base di questo
tipo di relazioni sessuali.
La relazione fra Master e slave può in ogni caso comportare, o
escludere del tutto, una attività sessuale vera e propria. Nella
maggior parte dei casi, questa attività sessuale assume un carattere
di tipo feticistico o sadomasochiste. Fra le pratiche
particolarmente umilianti attraverso cui il Master esercita la sua
autorità, va citata la negazione dell'orgasmo: la disciplina del
piacere sessuale del sottomesso è infatti uno fra i principali
strumenti di dominazione da parte del Master, e si lega strettamente
alle finalità "educative" che il Master può ritenere di attuare nei
confronti del suo sottoposto. Per educazione si intende una sorta di
percorso di addestramento, il cui scopo è il raggiungimento di una
più completa sottomissione e obbedienza da parte dello slave.
A differenza di quanto accade per le Mistress con il fenomeno delle
Pro-Dom, ovvero delle dominatrici professioniste, salvo eccezioni il
Master esercita il suo ruolo a titolo gratuito.
Sinonimi: dominatore, padrone
Masturbazione
Voce dotta del latino msturbāri di etimologia
discussa: composto da mănus “mano” e turbāre
“turbare
Provocare piacere sessuale mediante la manipolazione degli organi genitali
Penso che sono ridicolo di disperarmi in questo modo per essermi masturbato
(Alberto Moravia, Io e lui, 68)
Mazza
Dal latino parlato mătea(m), da cui il latino
matĕola “mazzuola”, di etimologia incerta
Organo sessuale maschile, per la
forma e in quanto usato per battere;
a voce è diffusa nei gerghi giovanili e nella lingua bassa
Dove nascono i peli sotto la pancia, vi si dice naturale,
verga, over membro, coda, piuoli, pisello, pinca, caviglia,
priapo, e mazza o gianda o bacello è detta la cima, la quale ha
un cavo attorno a si dimanda corona
(Lomazzo, Novelle, 7)
Menna
Dal latino minna “mammella”
Mammella, in numerosi dialetti
meridionali (in napoletano ménna, in siciliano minna)
L'aulente bocca e le menne
De lo petto le cercai,
fra le mie braza tenne.
(Giacomo Pugliese, Pier della Vigna, XIII, 9)
Minchia
Voce del dialetto siciliano poi diffusa in tutta
Italia. Deriva dal latino tardo mencla che deriva dal
latino classico mĕntula(m) “membro virile”, con probabile
origine da mingĕre “originare” anche se l’etimo non si
può ritenere del tutto certo
Organo sessuale maschile. Usato
anche come intercalare, mentre la forma accrescitiva minchione
ha il senso ingiurioso di “stupido, sciocco”
Tu se’ tucto mischia, fava e zugo,
d’appiccarti per dondolo a un ciugo
(Luigi Pulci, Sonetti contro Matteo Franco, X, 19)
Mona
/ Monna
Voce di area veneta di derivazione etimologia
controversa. Per alcuni è da ricondurre al greco bounόs
"colle, altura" e al femminile sarebbe il "monte di venere"; per
altri invece, l'esistenza di un termine simile nel neogreco
mounό (e nell'attuale greco mounì) farebbe pensare a
un grecismo arrivato a Venezia tra il Quattrocento e il
Cinquecento, ma questo lascia il dubbio se la voce sia venuta
dai Greci a noi o il contrario. Altra derivazione potrebbe
essere di un traslato zoomonimo da monna "bertuccia,
scimmia", dall'arabo mainum (da cui potrebbe derivare
anche il termine neogreco).
Organo sessuale femminile
Qua dentro no ghe xe
né critiche, ne offese alle persone,
che di Dio non se ne parla, né dei Re,
ma sol de cosse allegre, belle e bone,
cosse doliciosissime, cioè
de bocche, tette, culi, cazzi e mone.
(Giorgio Baffo, Poesie, 97)
Monte
di Venere
Traduzione di Mons Venĕris, di origine
antichissima: forme analoghe sarebbero state presenti già nelle
lingue assira e babilonese col significato di “collina del
piacere”
Prominenza larga e rotonda che si
sviluppa davanti al pube delle donne e si copre di peli durante
la pubertà
Poi sedette sulle gambe di Mimmo, puntò il Monte di Venere
su una coscia e strusciava come una matta
(Silvia Balestra, Iguana, 115) |
N
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Naturismo
Dal francese naturisme, da nature
"natura"
Movimento
d'opinione che propugna un modo di vivere in armonia con la natura,
caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di
favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente. (1974,
definizione della Federazione Naturista Internazionale al 14° Congresso Naturista Mondiale)
Nerchia
Voce pisana dal latino nĕrvus “nervo”
Organo sessuale maschile, per la
forma di un bastone nodoso
Per esempio, che so, nella zona maschile tutti i medici lo
chiamano pene, scientificamente no? Ma ce n’è di diversi, c’è il
pene, il fallo…, la nerchia, la banana, la cappella, l’asta, la
verga, la mazza, la fava cappona, il batacchio, Rocco e i suoi
fratelli, il barzo… il barzo è bello!
(Roberto Benigni, Alluce, 30)
Nudismo
Da nudo Pratica di persone a cui piace star nudi, da soli o in ambiti sociali e
lo fa dove ciò non disturba e non procura imbarazzi alle altre persone.
È nato in Germania Nacktkultur negli anni venti dopo le prime esperienze della fine dell'800
|
O
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Omosessualità
/ Omosessuale
Dal tedesco Homosexualität, composto dal greco omoios "simile"e il termine latino sexus "sesso",
dalla quale poi sono derivate le traduzioni in tutte le altre lingue.
Fu coniato nel 1869 dal letterato ungherese di lingua tedesca Károly
Mária Kertbeny (1824-1882) che lo usò in un pamphlet anonimo
contro l'introduzione da parte del Ministero della Giustizia prussiano
di una legge per la punizione di atti sessuali fra due persone di sesso
maschile (articolo 175). Sempre Benkert coniò i termini di Normalsexualität "normosessualità" e Doppelsexualität "bisessualità"
Tendenza
a provare attrazione sessuale verso individui dello stesso sesso.
Diversamente dal transessuale, l'omosessuale ha un chiaro vissuto di
appartenenza al proprio sesso biologico, accetta i propri genitali,
trova in questi organi la sua fonte di soddisfacimento e non desidera
disfarsene
Sinonimi: amore greco, checca, culano, effeminato, femminiello, finocchio, frocio, gay, invertito, queer, ricchione, sodomita, uranista
Orientamento sessuale
Direzione verso cui un individuo un individuo dirige la sua attenzione
erotica e può essere: verso una persona del sesso opposto al proprio
(eterosessuale), del proprio sesso (omosessuale) oppure verso entrambi
i sessi (bisessuale). Si parla anche di asessualità in assenza di un orientamento definito nei confronti della sessualità
Ovaia/Ovaio
Voce dotta del latino ōvarium, derivato da
Ōvum "uovo"
Ciascuna delle due ghiandole
genitali della donna che producono l'uovo o il gamete femminile
L'utero ha le due tube, e vicino alle tube vi sono gli
ovari
(R. Cocchi, Lezioni, 47) |
P
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Palla/e

Vocabolo longobardo, da balla che deriva dal
francese balle "palla" di origine indioeuropea
Forma diffusa nella lingua
parlata per indicare i testicoli.
Ha dato origine a molte locuzioni.
Che palle!: Esclamazione che indica uno stato di
insofferenza;
Rompimento o rottura di palle: fastidio,
seccatura, noia;
Rompipalle: persona fastidiosa, inopportuna;
Stare sulle palle: essere inviso a qualcuno.
Lei gattonando gli si avvicina, gli mette la lingua in
bocca, gli prende in mano le palle, poi s'allunga verso il
comodino, tasta una bottiglia di birra e rimane male.
(Alberto Arbrasino, Bella di Lodi, 94)
Passivo
Voce dotta dal tardo latino passīvu(m), da păssus,
participio passato di păti “patire, subire”
La
persona che nel rapporto (omo)sessuale riceve preferisce essere
penetrato. Per estensione spesso è associato anche a chi effettua un
rapporto orale. Spesso si pensa erroneamente che chi ha un ruolo
passivo sia gay. La pratica sessuale preferita non ha nulla a che fare
con il proprio orientamento sessuale: si può essere bisessuali e
preferire il ruolo passivo, come omosessuale e preferire il ruolo
passivo.
Negli annunci e in chat si è soliti abbreviare con pass o semplicemente
p
Sono un ragazzo bsx passivo, pulito, serio
Ciao sei a o p?
Passera
Dal latino păssere(m) di etimologia incerta
Organo sessuale femminile, per la
somiglianza tra il piumaggio e la peluria del pube
Se poi se' donna, con par di poppe sul petto ed una passera
tra le cosce, se sei riscattata al par di noi dal sacrificio di
Cristi, pensa al sangue di tanti meschini, che grida vendetta!
(Vittorio Imbriani, Vivicomburio, 217)
Patta
Dal longobardo paita “veste”
Striscia di tessuto che a volte
copre l’abbottonatura di giacca e calzoni;
per metonimia si intende il pene o tutto l’apparato sessuale
maschile nascosto dalla stoffa.
Mi giro di scatto, soprassalendo: un ragazzo alle mie
spalle, accucciato accanto a me mi guarda sorridente, mi prende
una mano e se la porta sulla patta, durissima
(Aldo Busi, Sodomie, 331)
Patonza
Parola di etimo incerto, da ricondursi a patacca
o a pantonfio "gonfio"
Organo sessuale femminile
A parte poi che per quella femminile de n’è anche di più…
C’è la cosa, la passera, …la patonza, la gnacchera, la cavità,
la ferita
(Roberto Benigni, Alluce, 31)
Pederastia
Voce dotta dal greco paiderastếs composta da
pais/paida "ragazzo" e erastès "amante" quindi
“amante dei ragazzi”
Attrazione
sessuale di un uomo adulto verso un ragazzo giovane. Era nato come
rituale iniziatico militare nella Grecia arcaica è poi diventata nell'
antichit à una relazione di seduzione tra l' eròmenos (il ragazzo giovane) e l' erastés (l'
adulto di classe sociale elevata). Attualmente si attribuisce
erroneamente tale termine in generale all' omosessualit à oppure alla
pedofilia, distinguendola da essa per il fatto che si è attratti da
minorenni puberi e non impuberi
Pedofilia
Composto dal greco páis (genitivo paidόs)
"bambino, fanciullo" e -filia dal greco philía
"amicizia, affetto" quindi “amante dei bambini”
L'attrazione sessuale verso bambini in età pubere o pre-pubere, cioè di
età generalmente inferiore a 13 anni circa. Nell'accezione comune il
termine si discosta dal significato letterale e viene utilizzato per
indicare quegli individui che abusano sessualmente di un bambino, o che
commettono reati legati alla pedo-pornografia. Questo uso è inesatto
poiché in psichiatria e criminologia si distinguono i pedofili dai child molester
(molestatori o persone che abusano di bambini). Le due categorie non
sono coincidenti: la pedofilia è una preferenza sessuale dell'individuo
o un disturbo psichico, non un reato. Il termine medico, infatti,
definisce l'orientamento della libido del soggetto, non un
comportamento oggettivo, e vi sono soggetti pedofili che non attuano
condotte illecite, come si hanno casi di abusi su bambini compiuti da
individui non affetti da pedofilia
Pendenti

Participio presente di pendere dal latino parlato
pĕndere, per il classico pendēre di origine indeuropea
Al plurale: testicoli
Quel vestigio poi di Filodemo
rimarrebbe, troncati i suoi pendenti,
se sei coglion da' piedi al capo scemo?
(Sergardi, Satire, VIII, 353)
Pendoli

Dal latino Pĕndulu (m) “pendente”, da pendēre“pendere”
Al singolare: organo sessuale
maschile
Al plurale: testicoli
Il cazzo del giovane pastore fa subito leva fra le mie
chiappe e in un istante è un pendolo dentro un pozzo
(Aldo Busi, Sodomie, 58)
Pene
Voce dotta in ambito scientifico, da latino pēne(m)
"coda" poi "membro virile" di origine indioeuropea
Voce scientifica per identificare
l'organo sessuale maschile
Il pene intorno all'uretra è fatto di innumerevoli lamine e
cellule della universale membrana componente il corpo umano, e
queste membrane sono sparse di canali sanguigni.
(R Cocchi, Lezioni, 4)
Petto
Dal latino pĕctus "parte anteriore del torace",
di origine indioeuropea
Tecnicamente è la parte anteriore
del torace e per sineddoche identifica il seno
Egli la scopre e con amoroso occhio le remira il delicato
petto e con desiderosa mano tocca le rotonde menne, baciandole
molte fiate.
(Giovanni Boccaccia, Filocolo, IV, 118, 6)
Pesi

Dal latino Pēnsu(m) "penso"
Al plurale: testicoli
Sonaji, pennolini, giucarelli
e pesi, contrappesi e genitali
(Belli, CVI, 2)
Pipino
Dal latino pipinna “piccolo pene” (in Marziale,
XI, 72, 1) di origine onomatopeica
Organo sessuale maschile di un
bambino, di piccole dimensioni oppure in stato di riposo
Per le strade di quei borghi poco prima, fra muri e
scalette, portoni, sabbia, fontanelle e luoghi bagnati e con il
mio abbattimento non ero riuscito nemmeno a tirar fuori il
pipino per orinare
(Paolo Volponi, Caporale, 52)
Pisello
Dal latino parlato pisĕllu(m), dimostrativo di
pīsum, dal greco píson di origine straniera
Organo sessuale maschile, per la
somiglianza con il baccello
Può darsi che anticamente l'omo avesse più organi sessuali:
tre piselli,
da cui la famosa frase «Che cazzo vuoi?»
(Roberto Benigni, Alluce, 25)
Pistolino
Diminutivo di pistola, dal francese pistole,
dal tedesco Pistole, dal ceco pištal “canna, tubo”
Organo sessuale maschile,
specializzatosi nella lingua d'uso per indicare soprattutto il pene
dei bambini
Andava in giro per i musei a comparare il suo pistolino con
pistolino delle sculture greche e romane e sul momento prendeva
fiato perché si accorgeva che la virilità di quegli stupendi
atleti non mortificava la sua
(Giuseppe Cassieri, Uomo in cuffia, 151)
Pomo/i
Da pōmu(s) di etimologia incerta
Mammella
Le braccia e 'l petto e ' pomi rilevanti
si vdran tutti, l'altra parte d'una
veste tanto sottil si ricopria,
che quasi nulla appena nascondia.
(Giovanni Boccaccio, Teseida, VII, 65)
Poppa/e
Dal latino parlato pŭppa(m), dal classico
pūpa "fanciulla, bambola"
Mammelle femminili
Tempo futuro m'è già nel cospetto,
cui non sarà quest'ora molto antica,
nel qual sarà in pergamo interdetto
alle sfacciate donne fiorentine
andar mostrando con le poppe il petto.
(Dante Alighieri, Divina commedia, Purgatorio, XXIII, 102)
Prepuzio
Voce dotta, dal latino praeputĭum, composto da
prae "davanti" e da una forma putĭum, che è alla
base del romeno puta "pene"
Involucro cutaneo che ricopre il
glande
La estremità overo testa di esa [verga] si chiama prepuzio
(Fascicolo di medicina volgare, 42)
Prostata
Dal greco prostátēs “che sta davanti”, da
proistánai “porre innanzi”, composto da pró- e
instánai “porre”, di origine indioeuropea
Ghiandola dell'apparato urogenitale maschile, situata nella parte
inferiore della vescica
Pube
Voce dotta, dal latino pūbes "pelo, pube", di
etimo incerto
Parte dell’inguine coperta di peli,
in cui si trovano gli organi genitali esterni;
talvolta per metonimia si identificano anche gli organi sessuali
stessi
Si poteva notare come, passando loro accanto, le fanciulle
stringessero le natiche; si vedeva il loro pube più gonfio o
meno, e le bambine mostravano il lieve spacco come fossero nude.
(Corrado Alvaro, Domani, 14) |
R
|
|
Randello
Di etimologia incerta
Organo sessuale maschile, per
la forma; era proprio un pezzo di legno corto e leggermente
arcuato che serviva a stringere la legatura di balle o some
Noi sappiam ben caricare
eciuascun ha buon randello
ben pulito, grasso e bello
(Lorenzo de' Medici, Rime dubbie, 319)
Recesso
Voce dotta, dal latino recĕssu(m), da
recēdere, composto da re- e cēdere "ritirarsi"
Organo sessuale femminile
Entrai nella stanza, e d'indi me ne passai al letto, dove
giacendo la dama m'introdussi ne' più angusti recessi, ne' quali
si ricovera la povertà delle dolcezze terrene
(Ferrante da Pallavicino, Corriero, 37)
Ruolo sessuale
Dal francese rôle, dal latino rŏtulu(m) "rotolo, manoscritto arrotolato su cui sono scritti nomi"
Insieme di schemi comportamentali legati al proprio sesso anagrafico e
ritenuti socialmente giusti: questi dipendono dal contesto storico,
sociale, culturale e geografico. espressione esteriore dell'identità di
genere, riflette i comportamenti imposti direttamente o indirettamente
dalla società. Nell'ambito legato alle pratiche sessuale indica il
comportamento assunto durante l'atto e può essere attivo (per la
persona che prende l'iniziativa oppure, in un rapporto omosessuale o
bisessuale, la persona che ha un ruolo insertivo), passivo (la persona
che subisce l'iniziativa o ha ha un ruolo ricettivo in un rapporto omo
o bisessuale), oppure versatile (persona che prende e subisce
reciprocamente l'iniziativa, e che in un rapporto omo/bisessuale un
rapporto alternativamente sia ricettivo che insertivo) |
S
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Salpinge
Dal nome di una tromba lunga e dritta in uso nella
Grecia Antica
Condotto tubolare dell’apparato
genitale femminile che va dall’ovaia all’utero.
Per estensione organo sessuale femminile
Sinonimo: Trombe o tube falloppiane, dal nome
dall’anatomista modenese Gabriele Falloppio che per primo ne fornì
una precisa descrizione
Una dama verde senza misericordia scollata fino alla salpinge
in pelliccia nera cotonosa
(Arbasino, Eliogabalo, 116)
Scambismo
Da scambioClasse
ampia di comportamenti sessuali trasgressivi il cui denominatore comune
è un'attenuazione della monogamia della coppia. Chi pratica scambiamo
trae eccitazione da voyeurismo, esibizionismo o atti sessuali condotti
con una o più persone, oppure con altre coppie. I cultori combinano
incontri coppia-coppia, coppia-maschio o coppia-femmina al di fuori
delle loro proprie consuete relazioni amicali e sociali, ricorrendo a
luoghi di aggregazione specifici virtuali (come il sito di morenasex) o
reali. Gli atti consumati presentano una rilevante aliquota di
comportamenti bisessuali femminile espliciti. Il ruolo della
bisessualità maschile resta più sfumato e comunque raramente agito
Scroto

Voce dotta dal latino Scrōtu(m) di etimo incerto
Sacco muscolo-membranoso in cui
sono contenuti i testicoli.
Queso tumore... è prodotto nello scroto, cioè nelle borse
over pellicoli che contengono i testicoli.
(Dalla Croce, Chirurgia, I, 59)
Seno
Dal latino sĭnum "segno, golfo" di etimologia incerta; per estensione significa "piega,, incavo formato davanti al petto della toga"
Solco
mediano verticale che, nel petto della donna, è compreso tra le due
mammelle. È accezione limitata ormai nella lingua letteraria e
anatomica, nel parlato si intende l' estensione del termine indicando
il petto stesso e le mammelle nel loro complesso. Lo spostamento
semantico gi à avveniva in latino dove la voce era usata per indicare
il petto e l' animo; solo in italiano ha assunto una specializzazione
nell' accezione di "petto femminile", attestata a partire da Boccaccio
Non
potendosi di baciare costei saziare, la cominciò a toccare e a mettere
le mani nel gelato seno fra le fredde menna, e poi le segrete parti del
corpo con quelle, divenuto ardito oltre al dovere, cominciò a cercare
sotto i ricchi vestimenti
(Giovanni Boccaccio, Filocolo, IV, 67, 7)
Sesa/Sisa
Dal longobardo zizza (da cui deriva anche il
tedesco Zitze “Capezzolo”), di origine espressiva
Mammella, variabile nella
pronuncia fra i due termini. Diffuso soprattutto in area
centro-settentrionale
Così mi ritrovai solo nella mia natività abbandonato alla
nanna fragorosa della boscaglia e alle povere sise rugose delle
capre.
(Elsa Morante, Mondo Salvato, 81)
Slave
Dall’inglese slave “schiavo”
Nel lessico proprio alla
comunità Sadomaso (Sm) ci si riferisce al/la partner in
condizione di sottomissione fisica e/o psicologica rispetto al
soggetto dominante (il master) nell'ambito di una relazione o di
una attività di tipo sessuale.
In modo più specifico, lo/a slave è colui o colei che vive la
condizione di sottomissione all'interno di una relazione
continuativa o comunque prolungata nel tempo e comprendente
aspetti sentimentali e relazionali, oltre che specificamente
sessuali. Laddove la relazione invece consiste in una pura e
semplice attività sessuale occasionale o saltuaria si parla più
propriamente di soggetto sub o bottom (nel senso
di individuo che "sta sotto", subendo passivamente l'attività
imposta o guidata da un soggetto dominante).
Sinonimo: schiavo, sub, bottom
Sonagli

Dal provenzale Sonalh, dal latino parlato
sonaculu(m), da sonare “suonare”
Al plurale indica i testicoli
dalle sfere cave di metallo contenuti in una pallina di ferro,
che urtando tintinna. L'uso equivoco è dovuto, oltre che alla
forma, al fatto che venivano un tempo attaccati agli uccelli da
caccia per individuarli.
Il mancamento viene
sol perché come me non hai sonagli
(Malatesti, Tina, XL, 14)
Sorca
Femminile di sorcio, voce dialettale, dal
latino sōrice “topo” di etimo incerto"
Organo sessuale femminile per
la somiglianza del pelame con la peluria del pube; per Scerbo
anche per il colore e la prolificità dell'animale (topo di
chiavica). È diffusa soprattutto nell'Italia centrale
Noantri fiji de ‘na mignotta
Dimo…
…sorca
(Gioacchino Belli, DLXI, 9) |
T
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Testicolo

Voce dotta dal latino Testiculu(m)
diminutivo di testes plurale nell'accezione di testis
“testimoni”
Ghiandole sessuali maschili
contenute nello scroto, che producono gli spermatozoi e gli
ormoni maschili. La voce si richiama in origine a una concezione
animistica degli organi sessuali, sottoposti a un processo di
personificazione, e il loro ruolo era di essere testimoni
dell’atto sessuale
Lo eunuco c'ha mozzo ogni cosa, e vogli tu dire castrato
e quegli c'hae tagliati i testicoli, e quegli il quale ha la
verga, non entreranno nella gesia di Dio tuo Signore.
(Bibbia volgare, Deuteronomio, 23, 1).
Tetta
Dal latino titta “capezzolo”, voce infantile
di origine onomatopeica
Mammella
Lo figlio a la tetta de la madre s'apprende.
(Dande Alighieri, Convivio, IV, 25, 14)
Topa
Metafora per a somiglianza della peluria
dell’animale con la peluria del pube
Organo sessuale femminile.
Con metonimia identifica anche la prostituta
Nel quadro questa donna era sdraiata come un po’
addormentata su un divano, con una mano che si gratta il mento e
l’altra mano sulla topa, per tenerci sopra un velo
(Gianni Celati, La banda dei sospiri, 41)
Transgender
Di origine inglese, composto da trans- preposizione di origine latina che significa "attraverso" e gender, dal latino genus "tipo"
A
differenza del transessuale, sceglie di mantenere la propria integrità
corporea, non desiderando una riattribuzione chirurgica di sesso
(R.C.S.) "pur conservando il proprio vissuto psicologico e spesso un
aspetto altro rispetto al sesso biologico". (Ravenna, Iacoella, 2000).
Il
transgenderismo sostiene che l'identità di genere di una persona non è
una realtà duale "maschio/femmina", ma un continuum di identità ai cui
estremi vi sono i concetti di "maschio" e "femmina". In questo senso il
transgenderismo è da considerarsi come un movimento politico/culturale
che propone una visione dei sessi e dei generi fluida e che rivendica
il diritto di ogni persona di situarsi in qualsiasi posizione
intermedia fra gli estremi "maschio/femmina" stereotipati senza per
questo dover subire stigma sociale o discriminazione
Esempio di persona transgender l'on. Vladimir Luxuria
Transessuale / Transex
Dall'inglese transsexual, composto da trans- preposizione di origine latina che significa "attraverso" e sexual, da sesso
Persona
che persistentemente sente di appartenere al sesso opposto a quello
anagrafico e fisiologico. Questo senso di distonia e disforia nei
confronti del proprio sesso biologico di nascita può svilupparsi già
nei primi anni di vita, durante l'adolescenza o, più raramente, in età
adulta. Per la scienza medica odierna il transessuale soffre di
"disturbo dell'identità di genere" (DIG)
Travestito/a / Travesta
Da travestire composto di tra- e vestire
Uso
di abbigliamento femminile (per gli uomini) o abbigliamento maschile
(per le donne) a scopo di eccitazione sessuale o per "rilassamento". La
persona travestita o Crossdresser non
rifiuta l'identità maschile o femminile, è consapevole di essere uomo o
donna, non vuole rinunciare ad esserlo: l'abbigliamento è una
componente feticistica e risulta eccitante proprio perché del sesso
opposto.
Erroneamente spesso si identifica con tale termine il transessuale, il transgender o l' omosessuale o peggio gli uomini (etero, omo o bisessuali) che si prostituiscono vestiti da donna. Si distingue anche dal drag king o dalla drag queen
poiché questi ultimi sono donne travestite da uomini, nel primo caso, e
uomini travestiti da donne, nel secondo, che lo fanno per motivi di
spettacolo
In viale Misurata ho chiesto aiuto a una travesta che stava aspettando i clienti
(Pinkettes, Io, 86)
Tuba
Voce dotta, dal latino tŭba di etimologia
incerta
Condotto tubolare dell’apparato
genitale interno femminile che va dall’ovaia all’utero
Sinonimo: Salpinge
Dall’utero di qualsiasi femmina nascono due corpi in
forma di trombe, che perciò tube falloppiane dal nome del primo
osservatore sono state chiamate ed ora no nome di ovidotto si
dicono dai moderni
(Redi, IX, 264) |
U
|
Uccello
Dal latino tardo aucĕllu(m) "uccello"
Organo
sessuale maschile, per la forma: la testa e il collo dell' uccello di
profilo ricordano il pene, mentre il resto del corpo richiama i
testicoli e la peluria del pube
L' ho gi à
sentita pronunziare il termine metaforico uccello e pur sempre con una
specie di ghiottoneria, con un indugio ingordo sulla doppia C e sulla
doppia L
(Alberto Moravia, L' uomo che guarda, 210)
Utero
Voce dotta, dal latino ŭteru(m) "utero", di origine indioeuropea
Organo
cavo mediano dell'apparato genitale femminile, posto nel piccolo
bacino, destinato ad accogliere l'uovo fecondato e poi il feto
Et in utero tu concepirai
e partorirai figlio, il degnissimo
e santo nome Gesù chiamerai
(Antonio di Meglio, Lirici del Quattrocento, II, 122) |
V
|
Vagina
Prosecuzione dotta dal latino vagīna "fodero"
Canale
muscolare dell' organo sessuale femminile che va dalla vulva all'
utero. Inizialmente il termine era utilizzato solo in ambito
medico-scientifico, solo di recente si è diffusa nella lingua parlata
In mezzo, il foro appar de la vagina, ne la bocca di cui chiuso è l' imene
(Tommaso Campailla, Adamo, XV, 31)
Verga
Dal latino vīrga "bastone, pene"
Organo
sessuale maschile. Già nel corrispettivo latino il termine aveva il
doppio significato di bastone e pene. L' uso metaforico è attestato in
tutte le lingue romanze (in francese ad esempio è verge ) e in passato era usato correntemente anche in ambito medico-scientifico
Salax è un'erba che fa rizzar la verga
(Ovidio volgare, 588)
Vulva
Voce dotta, dal latino vŭlva o vŏlva
“guaina” (corradicale di volvĕre “avvolgere)
Insieme degli organi esterni
femminili situati nella parte anteriore del pireneo. È un
termine del linguaggio scientifico e già nel latino indicava
l’organo sessuale, nonché l’involucro che si trova alla base di
alcuni funghi
È scritto nella legge del Signore, …ogni maschio, aprende
la vulva, è chiamato santo di Dio
(Bibbia volgare, Luca, 2, 23) |
Z
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Zebedei

Dal nome dei figli di Zebedeo: gli apostoli Giacomo
e Giovanni.
Allusione ai testicoli perché
accoppiati, come i figli di Zebedeo. Assume gli stessi
significati di Coglioni.
"E io gli dico" urlò ancora più forte il trattore "che la
m'ha rotto gli zebedei".
(Soffici, Lemmonio Boreo, 85)
Zinna/e
Di etimologia discussa, dal longobardo zinna
“merlo della muraglia” e per estensione “sporgenza”
Mammella, in uso soprattutto in
italia centrale, con le varianti di cinna e sinna
Sotto le zinne [Cleopatra] se fece ponere dei scorsoni
intossicati e fecese laniare et intossicare
(Storie de Troia e de Roma, 418)
Zizza/e
Dal longobardo zizza (da cui deriva anche il
tedesco Zitze “Capezzolo”), di origine espressiva
Mammella
Odi come fu scritto: «La mia suora è piccola e ancora non
ha zizze»
(San Gregorio Magno, XIX, 2))
Zoccola
Da zoccolo, di origine meridionale “topo di fogna”
Prostituta di infimo rango oppure donna di facili costumi, usato anche come ingiuria
Sinonimi: concubina,
cortigiana, etera, accompagnatrice, lucciola, malafemmina, marchettara,
meretrice, mignotta, prostituta, sgualdrina, squillo
Quel
giorno soffrii le pene dell'inferno. Non mi pareva più di essere me
stessa: ...ripensavo a quello che era successo con Giovanni e al
pensiero di avergli ceduto proprio come una zoccola di strada
(Alberto Moravia, La ciociara, 27) |
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